Rita Bassi

Specialista in dermatologia e venereologia

-        EPILAZIONE LASER

Il principio su cui si basa l’epilazione laser è quello della selettività termocinetica(fototermolisi selettiva) secondo cui, utilizzando peculiari lunghezze d’onda, si può ottenereun determinato effetto biologico con minimo danno sui tessuti circostanti.La luce laser, opportunamente regolata, raggiunge il follicolo pilifero fino alla regione delbulbo, dove viene assorbita e trasformata in calore con conseguente necrosi termica e cadutadel pelo. Il trattamento è efficace quando il follicolo è in fase di crescita (anagen) ed essendotale fase non contemporanea anche per follicoli presenti nel medesimo sito anatomico, sononecessari trattamenti multipli, intervallati di 4-12 settimane.

I sistemi laser attualmente disponibili sono i seguenti: laser a neodimio (Nd:Yag)  lunghezza d’onda 1064 nm;· laser ad alessandrite  lunghezza d’onda 755 nm;  laser a diodo 810 nm di lunghezza d’onda oltre alla luce pulsata.

La laserterapia presenta vantaggi notevoli rispetto alla rimozione dei peli con le tecniche tradizionali in quanto:

-        la rasatura, eseguita con un rasoio elettrico o di sicurezza, assicura una rimozione dei peli economica e indolore, comporta però l’irritazione della cute e la ricrescita di peli più ispidi;

-        la ceretta depilatoria, a freddo o a caldo, consente di rimuovere i peli dalla superficie cutanea con una ricrescita variabile dalle 2 alle 6 settimane, però tale procedura può dar luogo a irritazione cutanea e follicoliti;

-         la rimozione manuale dei peli tramite pinzette può dar luogo a peli incarniti, follicoliti e cicatrici e inoltre non può essere eseguita su superfici estese; 

-        le sostanze depilatorie chimiche, che idrolizzano il legame di solfuro dissolvendo il pelo, sono composti spesso maleodoranti e di frequente danno luogo a dermatiti irritative o da contatto.

La rimozione laser-assistita dei peli permette una depilazione molto duratura su ampie zone del corpo, con minima dolorabilità, e senza lasciare esiti cicatriziali. I maggiori benefici si hanno in soggetti con cute chiara e peli scuri in quanto la melanina presente a livello epidermico può interferire con meccanismo competitivo nell’assorbimento della luce laser del follicolo. Il mese precedente e nei due mesi successivi al trattamento è sconsigliata l’esposizione solare o lettini abbronzanti. Il numero dei trattamenti può essere variabile dalle 3 alle 10 sedute in relazione al tipo di cute (fototipo chiaro o scuro), al colore del pelo, alla zona di trattamento, alle problematiche ormonali di base. In alcuni casi, in soggetti affetti da ipertricosi e irsutismo, è necessario valutare preventivamente lo stato endocrinologico e abbinare una terapia con antiandrogeni, che ottimizza e rende più duraturi i risultati ottenuti con la laserterapia. Il trattamento si effettua solo su peli visibili, che devono avere una lunghezza di pochi millimetri rispetto alla superficie cutanea. E’ possibile effettuare un’epilazione con lametta o con rasoio tra una seduta e l’altra di laserterapia nell’eventualità in cui gli intervalli tra le sedute fossero molto allungati. Prima del trattamento l’area da trattare viene ripulita con una soluzione detergente, per togliere le impurità della pelle, e durante il trattamento talora viene applicato un gel per ridurre la dolorabilità locale, in quanto è possibile avvertire una modesta sensazione di bruciore e pizzicore. Durante la seduta è indispensabile indossare adeguati occhiali protettivi, in quanto il raggio può causare danni permanenti alla retina. La quantità di tempo necessaria, per ogni seduta, dipende dalle dimensioni della superficie che deve essere trattata. Nei giorni successivi si consiglia di applicare una pomata lenitiva e antinfiammatoria ed eventualmente di applicare schermanti solari se il trattamento è effettuato su una zonafotoesposta.

Controindicazioni e/o complicanze

Soprattutto nei soggetti a fototipo scuro e con peli di grosso diametro si riscontra eritema,edema, papule, vescicole, erosioni, follicoliti e talora ipo/iperpigmentazioni temporanee. 

Non vi sono controindicazioni assolute a sottoporsi alla laserterapia durante lo stato di gravidanza, ma non essendo stati eseguiti studi scientifici in merito, se ne sconsiglia il trattamento.

 

 

-        LASER VASCOLARE (532 nm, Nd-Yag 1064 nm)

 

Il trattamento laser delle lesioni vascolari rappresenta attualmente una procedura tra le più studiate ed eseguite. Dati provenienti dalla letteratura e dall'esperienza clinica confermano il ruolo rilevante dei laser e della luce pulsata nel trattamento delle lesioni vascolari. Grazie a questi sistemi alcune lesioni che avevano un approccio difficile con le tecniche tradizionali, sono oggi trattate con maggiore facilità e con più ampie possibilità di successo.

Le lesioni vascolari  comprendono: gli emangiomi (costituiti da iperproliferazione delle cellule endoteliali) e le malformazioni vascolari, le anomalie venose della gambe, il lago venoso, il granuloma piogenico, gli spider angiomi, gli angiomi rubino, le teleangectasie del volto e degli arti inferiori e la rosacea.

Le teleangectasie sono delle dilatazioni patologiche molto superficiali di piccoli vasi sanguigni, che sulla cute e sulle mucose assumono l'aspetto di fini arborescenze sinuose il cui spessore non supera generalmente i 2 mm, di colore rosso vivo o rosso-bluastro e che possono determinare inestetismi molto evidenti sul volto o sulle gambe.

Le teleangectasie delle gambe, oltre a rappresentare un inestetismo molto diffuso, a volte sono sintomo di una insufficienza venosa che deve essere correttamente valutata e studiata. Proprio per tali ragioni è opportuno, prima di iniziare la terapia laser, effettuare un approfondimento diagnostico con l'eco-color-doppler per conoscere lo stato vascolare-circolatorio generale e particolare del paziente.

I laser selettivi per il tessuto vascolare (in particolare laser ktp 532 nm e Nd:Yag 1064nm) possono oggi essere utilizzati con successo anche su numerose lesioni, che non sono tradizionalmente considerate come vascolari.

In particolare si utilizzano tali sorgenti in tutte quelle lesioni in cui sia possibile mettere in evidenza una significativa e raggiungibile componente vascolare:

verruche (piane, plantari), cheloidi di recente formazione, cicatrici ipertrofiche vascolarizzate, tessuti con ipergranulazione cronica, striae rubre.

Attualmente una vasta gamma di sorgenti di luce è utilizzata per il trattamento delle lesioni vascolari  tra cui i laser KTP 532 nm,il Nd:Yag 1064 nm.

 Il laser KTP emette una lunghezza d'onda di 532 nm vicino al picco di assorbimento dell'emoglobina ed è quindi efficace per il trattamento delle teleangectasie rosse e superficiali. Il principale vantaggio di questo tipo di laser è l'assenza di porpora nella fase post-operatoria, in quanto il riscaldamento progressivo del vaso sanguigno non provoca la rottura della parete vascolare. Il laser KTP è utilizzato principalmente per teleangectasie del volto in quanto la sua lunghezza d'onda, più corta e meno penetrante, lo rende utile per il trattamento delle lesioni vascolari rosse e superficiali del viso, collo, torace e arti inferiori. Il trattamento si basa sull’assorbimento ottico della luce laser da parte del cromoforo dei vasi sanguigni che è l’ossiemoglobina. Infatti l’energia laser di una definita lunghezza d’onda assorbita dall’ossiemoglobina si trasforma in calore determinando un danno termico sulle strutture vascolari senza danneggiare il tessuto adiacente.

L’utilizzo dei sistemi laser , innovativo rispetto alle tecniche tradizionali (scleroterapia, diatermocoagulazione), ci consente di trattare in modo esclusivo molte affezioni dermatologiche (eritrosi volto, teleangectasie del volto ecc.) e di affiancare in modo complementare la tecnica laser ad altre ben consolidate metodiche (scleroterapia, microchirurgia vascolare) di pertinenza angiologica e chirurgica (lesioni vascolari arti inferiori).

Durante la seduta è indispensabile indossare adeguati occhiali protettivi in quanto il raggio può causare danni permanenti alla retina.

La quantità di tempo necessaria, per ogni seduta, dipende dalle dimensioni della superficie che deve essere trattata.

E’ necessario evitare l’esposizione solare nei 30 giorni successivi alla seduta di laserterapia.

Nei 10 giorni successivi al trattamento si consiglia di applicare topici emollienti e, per qualche mese, di utilizzare creme schermanti solari nel caso sia interessata una zona fotoesposta.

Indicazioni

Teleangectasie rosse, angiomi piani nei bambini e negli adulti, emangiomi, spider nevi, rosacea in fase teleangectasica, poichilodermia di Civatte, cicatrici ipertrofiche, granuloma piogenico

Controindicazioni e/o complicanze

Le complicanze temporanee comprendono la porpora, che può permanere per 1 o 2 settimane, e talora edema, vescicolazione, e formazione di croste.

Le complicanze più persistenti comprendono alterazioni della pigmentazione con sviluppo di un’ipopigmentazione nei soggetti a fototipo scuro, soprattutto se abbronzati, o un’iperpigmentazione post-infiammatoria per cui può essere necessario intervenire con ulteriori trattamenti.

 

 

 

 

-        LASER PER MACCHIE CUTANEE E TATUAGGI (LASER Q-SWITCHED)

 

Il Laser Q-Switched è indicato nel trattamento delle lesioni pigmentate della cute quali i tatuaggi, le lentigo benigne, le macchie solari, etc.

Il laser Q-Switched agisce colpendo selettivamente la melanina ed il pigmento del tatuaggio che per reazione termica vengono distrutti.

Dopo l’intervento laser, compare nella zona trattata una crosta che di solito scompare in 7-9 giorni accompagnata da un lieve arrossamento (eritema). Diverse variabili condizionano la durata dell’eritema: oltre la reattività individuale, la guarigione dipende dalla zona trattata, dalla sua estensione, dal colore della cute, dalla sede e dalla profondità raggiunta dal raggio laser. Per alleviare questo disagio sono consigliate creme lenitive da applicare sulla zona di cute dopo il trattamento.

Il trattamento è ben tollerato. Dopo il trattamento è frequente una sensazione di bruciore che può essere avvertita per alcune ore. La durata dell’intervento dipende dall’ampiezza della zona da trattare. Un numero minimo e massimo di trattamenti per la risoluzione e/o riduzione della pigmentazione non sono prevedibili (seduta dopo seduta sarà possibile apprezzare una riduzione della pigmentazione); tuttavia in alcuni casi c’è la possibilità che il pigmento rimanga visibile anche dopo numerose sedute.

Gli intervalli tra ogni seduta sono in genere di 30-40 giorni, ad ogni modo non è possibile reintervenire su un’area già trattata che presenta ancora arrossamento.

Il trattamento con laser Q-Switched è controindicato nei soggetti con anamnesi positiva per cicatrici ipertrofiche o cheloidi e nei soggetti in terapia con farmaci foto-sensibilizzanti

Trattamenti alterantivi

Oltre alla possibilità di non sottoporsi al trattamento con laser Q-Switched, esistono trattamenti alternativi che prevedono il ricorso ad altri apparecchi laser quali il laser CO2 e la Luce Pulsata

Rischi e possibili complicanze

Come qualsiasi altro trattamento laser il laser Q-Switched può presentare alcuni effetti collaterali; tra i più comuni si ricorda un transitorio eritema (arrossamento), dolorabilità, prurito ed edema (gonfiore) e la comparsa di piccoli ematomi (lividi). E’ possibile, in qualche caso, che si sviluppi una cicatrice cutanea piana, che tende a migliorare col passare del tempo. Esiste poi la possibilità se le aree trattate non vengono adeguatamente protette dai raggi solari, che si verifichi una iperpigmentazione o una ipopigmentazione. Raramente la zona trattata potrebbe infettarsi, in questo caso basterà trattarla con opportuna terapia medica prescritta.

Istruzioni per il trattamento con laser Q-Switched

E’ assolutamente controindicato l’uso di lampade abbronzanti o l’esposizione solare almeno 15 giorni prima, durante tutta la fase del trattamento laser e per almeno 21 giorni dopo l’ultima seduta laser. L’uso di farmaci anti-infiammatori quali acido acetil salicilico e derivati è sconsigliabile nella settimana che precede e che fa seguito al trattamento.

In alcuni casi, soprattutto in pazienti con pelle scura è utile il pre-trattamento con creme depigmentanti (acido retinoico, etc.) opportunamente prescritte dal medico.

Nei casi di tendenza alla pigmentazione cutanea, l’efficacia preventiva nei confronti dell’eventuale comparsa di macchie scure sarà potenziato dall’uso degli stessi principi attivi ad avvenuta guarigione.

Oltre all’uso di creme ad azione lenitiva e disinfettante si suggerisce l’uso di schermi solari ad alta protezione soprattutto in zone fotoesposte, precedenti all’intervento e per almeno 21 giorni dopo il trattamento laser.

 

 

-        LASER PER RIMOZIONE NEOFORMAZIONI CUTANEE ( erbium yag)

 

 

Il laser erbium yag è indicato per il trattamento delle seguenti patologie:

 

- Cheratosi seborroiche di viso, cuoio capelluto e tronco (si tratta di placche di colorito marrone, screpolate, spesso rilevate e simili ai nei)

- Nevi (nei) dermici e nevi papillomatosi (piani, rilevati, moriformi)

- Fibromi penduli (le numerose piccole appendici cutanee localizzate soprattutto a collo, ascelle ed inguine)

- Verruche volgari in ogni parte del corpo,

- Xantelasmi (gli accumuli di grasso di colorito giallo a livello delle palpebre, tipici dei pazienti con elevati livelli ematici di colesterolo)

- Condilomi acuminati e giganti (le cosiddette “creste di gallo”, frequentissima malattia a trasmissione sessuale),

- Rinofima (l’aumentato spessore della pelle e dilatazione dei pori a livello della punta del naso)

 

Il laser agisce sul contenuto d’acqua delle cellule, vaporizzandole senza danneggiare o ustionare i tessuti circostanti.

I vantaggi di questo tipo di laser sono rappresentati da un ridotto danno termico, minor sanguinamento, minore infiammazione e miglior cicatrizzazione.

Dopo l’intervento laser, compare nella zona trattata un’area arrossata (eritema) con un’ escara (crosta) che di solito regredisce nell’arco di qualche settimana, distaccandosi spontaneamente.

Diverse variabili condizionano la durata della guarigione: oltre la reattività individuale, questa dipende dalla zona trattata, dalla sua estensione, dal colore della cute, dalla sede, dal tipo di lesione e dalla profondità raggiunta dal raggio laser.

E’ assolutamente controindicato l’uso di lampade abbronzanti o l’esposizione solare per almeno 30 giorni dopo l’ultima seduta laser.

L’uso di farmaci (es. acido acetil salicilico e derivati) è sconsigliabile nella settimana che precede e che fa seguito al trattamento.

Nei giorni successivi al trattamento applicare creme antibiotiche (es. Gentamicina) e creme ad azione lenitiva.

Si suggerisce l’uso di schermi solari ad alta protezione soprattutto in zone foto esposte, per almeno 30 gg dopo il trattamento laser.

Rischi e possibili complicanze

Come qualsiasi altro trattamento laser può presentare alcuni effetti collaterali; tra i più comuni si ricorda un transitorio eritema (arrossamento), dolorabilità, prurito ed edema (gonfiore), la comparsa di piccoli ematomi (lividi) e di crosticine. Esiste poi la possibilità che nell’area trattata residui una piccola cicatrice e/o ipopigmentazione o iperpigmentazione. Se le aree trattate non vengono adeguatamente protette dai raggi solari, che si verifichi una iperpigmentazione o una ipopigmentazione.

 

 

FOTORINGIOVANIMENTO CON LASER FRAZIONATO

 

Le rughe, le macchie della pelle e le cicatrici post-.acneiche possono essere attenuate o, talvolta drasticamente ridotte mediante il trattamento con laser frazionale o laser frazionato con i quale mediante una tecnologia specifica vengono vaporizzati l’epidermide e parte del derma, con effetto regolarizzante e liftante (stirante) la cute.

Il laser frazionale agisce tramite la cosiddetta fototermolisi frazionale. Il sistema laser emette diversi fasci luminosi che condizionano numerose piccole aree di tessuto denaturato,   le   dimensioni   di   tali   aree   è   molto   piccola   e   viene   valutato   in   micron,   in   alcuni   sistemi   laser   non   sono   visibili   ad   occhio   nudo. La percentuale di cute coinvolta dal processo termico indotto dal laser è bassa con una percentuale che solitamente può variare tra il 20% e l’80%. La porzione di cute non trattata è perfettamente integra, e quindi non viene coinvolta dal fenomeno. Le aree di denaturazione sono circondate da cute sana la cui funzione è quella di favorire una guarigione rapida con produzione di collagene ed elastina, ed infine di stimolare la proliferazione di cellule epidermiche.

Si tratta di interventi, che possono essere effettuati senza necessità di anestesia alcuna, oppure con applicazione di anestetico topico e che comportano un periodo di parziale isolamento sociale compreso tra 3 e 10 giorni o più (a seconda della potenza impiegata)  poiché l’aspetto dell’area trattata risulta sovrapponibile a quello di chi ha subito una ustione più o meno evidente.

 

 

Controindicazioni

Le principali controindicazione al trattamento sono: Herpex Simplex, pregressa radioterapia, limitante la riepitelizzazione a partenza annesiale, trattamento con isotretinoina, diastesi fibroblatica, terapie in atto controindicate per supposti rallentamenti della fase riparativa, malattie autoimmunitarie, fototipi elevati (IV-VI Fitzpatrik)

Come ogni altra terapia medica o chirurgica, potrebbe generare complicazioni che, seppure poco frequenti, debbono essere conosciute:

• Discromie: la pelle potrebbe assumere un colorito più scuro o meno intenso (iperpigmentazioni, ipopigmentazioni).

• Cicatrici: anche se molto raramente, la pelle può guarire con aspetto cicatriziale.

• Arrossamento: è normale che l’area trattata assuma un aspetto rosato o decisamente rossastro, a seconda della profondità del trattamento. Con il trattamento laser generalmente tale colorito persiste per alcuni mesi.

 

Indicazioni pre e post trattamento

Nei giorni successivi al trattamento ci sarà eritema ed edema e dalla seconda alla decima giornata potrò esserci una desquamazione intensa con aree di iperpigmentazione, e questi effetti potrebbero essere più accentuati o durare per un periodo maggiore di quanto sopra esposto risolvendosi con o senza trattamento medico specifico.

Andranno seguite scrupolosamente tutte le istruzioni pre e post trattamento di Laser Frazionato fornitemi dal Medico, in quanto sono fondamentali per l’ottenimento dell'esito e sarà necessario dichiarare al medico senza riserve il proprio stato di salute, eventuali allergie o intolleranze, eventuali trattamenti estetici, medico estetici o chirurgici effettuati precedentemente nell’area interessata al trattamento di Laser Frazionato nelle aree circostanti, così come l’aver effettuato altri trattamenti, con indicazione specifica di prodotto impiegato e momento temporale del trattamento, al fine di permettere al medico di valutare eventuali controindicazioni al trattamento. Si sottolinea che la pre-esistenza o la concomitanza di: diatesi fibronlastica o ereditria, ectropion, spessore cutaneo esiguo, cute fotodanneggiata o discheratosia, intervento chirurgico sul viso, utilizzo (anche non recente) di isotretinoina, non rispetto delle norme di fotoprotezione possono causare insorgenza di effetti collaterali, loro prolungamento o accentuazione.

E’ assolutamente sconsigliata l’esposizione diretta ai raggi ultravioletti (esposizione solare, lampade) come al calore (docce molto calde, saune e bagni turchi) o al freddo intenso nelle quattro settimane successive al trattamento così come da evitare sono tutte le manovre traumatizzanti (sfregamento della zona trattata, gommage, brushing, terapie estetiche ecc), l’utilizzo di detergenti o cosmetici inadeguati che possono aumentare il rischio di effetti collaterali ed alterare il risultato terapeutico prefissato.

Per i soggetti predisposti a forme erpetiche, è indicato un trattamento profilattico con farmaci antivirali.

E’ possibile l’eventualità di dover ripetere i trattamenti per conseguire l'esito atteso.

 

La qualità degli esiti clinici del trattamento non sono valutabili a priori, e non possono essere   fornite garanzie precise circa il risultato ottenibile con questo trattamento, in quanto la risposta e le condizioni individuali possono essere essenziali nel determinarne la risposta clinica del paziente trattato.

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